Intervista a Emiliano Grisostolo, uno script consultant che viene dal romanzo

Lo script consultant Emiliano Grisostolo scrive almeno un romanzo l’anno. Legge di tutto, il suo stile cinematografico e asciutto racchiude i generi che più lo appassionano. Nei suoi racconti compare sempre la sua terra, perché ogni luogo è un valido palcoscenico che merita di essere narrato. Le sue più grandi passioni sono in assoluto scrivere e praticare sport.

Lo scrittore Emiliano Grisostolo seduto su una panchina a Maniago

Com’è nata la tua collaborazione con la Deep Mind Film Factory di Luca Bertossi?

Ho conosciuto Luca all’interno di un concorso nel 2016 e successivamente ci siamo tenuti in contatto fino a quando sono stato contattato per ricoprire la figura di Script Consultant e assistente al montaggio.

In che cosa consiste il lavoro che hai svolto in Quelle Ragazze come Script Consultant?

Sono intervenuto a lavoro finito e montato, scrivendo e inserendo innanzi tutto un voice over che introduce la storia, dopo di ché ho suggerito di tagliare alcune scene o inquadrature, e modificare alcuni dialoghi o toglierli. Ho cercato di snellire alcune parti rendendole meno lente o ripetitive. Inoltre ho fatto modificare la narrazione della storia suggerendo di rimontare la scena iniziale che nella prima versione del corto era inserita alla fine. Ho così creato un loop, un ricordo all’interno del quale lo spettatore si cala, accompagnato dal voice over del protagonista.

Tu nasci come autore di romanzi. Come passi dalla scrittura di un romanzo alla stesura di una sceneggiatura per un cortometraggio o film?

Il passaggio da uno stile narrativo a un altro mi riesce abbastanza semplice in quanto nella stesura dei miei romanzi, lo stile che adotto e che ho fatto mio negli anni, studiando e riscrivendo più volte i lavori, è molto simile a quello che andrò a utilizzare nella stesura di una sceneggiatura. Mi piace l’idea di mostrare al lettore ciò che accade, quindi le mie storie sono sempre asciutte, con pochi fronzoli, nelle quali approfondisco soprattutto la parte psicologica del personaggio e il suo arco di trasformazione all’interno della stessa. Nella stesura di una sceneggiatura la descrizione si riduce all’osso, ma la cosa fondamentale è mostrare a chi guarda ciò che accade attraverso immagini, senza spiegare la storia a parole. Raccontare per immagini è un’evoluzione naturale della mia scrittura, del mio stile narrativo.

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